Le Scalinate dell'Arte
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PREMESSA

Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!


CONTENUTI IN EVIDENZA

Di origine medievale, il forte Castellaccio fu soggetto a cospicue opere provvisionali e di ammodernamento in età moderna. Intorno alla metà del ‘500 l'architetto bergamasco Ferramolino ne potenziò i quattro bastioni con baluardi cuspidati. Nel 1674, durante la rivolta antispagnola, venne conquistato dai messinesi, così come nel 1848, al tempo dei moti antiborbonici. Dopo il terremoto, l’edificio subì violente manomissioni che alterarono significativamente la ricchezza e la peculiarità storico architettonica dell’edificio.

Il sito ospitò nel 1222 un gruppo di frati Minori cui fu offerto un terreno sul torrente Boccetta, fuori della mura cittadine. Per qualche tempo ospitò anche S. Antonio da Padova, giunto fortunosamente a Messina durante un viaggio verso il Marocco. Nel 1254 i nobili messinesi finanziarono la costruzione del tempio secondo un disegno siculo – normanno, di cui le tre abside, immortalate da Antonello nella Pietà del Museo Correr (1476), sono tra gli elementi originali riutilizzati dall’architetto Valenti nella ricostruzione (1929) post sisma.

Il Bastione di S.Stefano fu realizzato a partire dal 1537 per opera di Carlo V e chiudeva la sponda destra del Torrente della Bozzetta difendendo la Porta Bozzetta.. Da questo bastione si dipartiva un tratto di mura, che garantiva l’accesso alla città da ovest e che raggiungeva il Forte dell’Andria posto sull’omonima collina. Il bastione risulta in parte demolito per fare spazio ad edifici di recente costruzione e risulta visibile solo in un tratto lungo l’attuale via del Macello Vecchio.

Si tratta di un edificio in linea il cui corpo scala è evidenziato dall’impiego di vetro sostenuto da esili infissi in metallo. La struttura del fabbricato è in cemento armato e già dalla configurazione degli innesti pilastro-mensola della pensilina di ingresso manifesta quel linguaggio intriso di volontà di sperimentazione che troviamo impiegato anche in altri esempi coevi. Il volume del fabbricato insiste in un’area di superficie circa doppia rispetto a quella occupata dal suo attacco a terra che si caratterizza per una rotazione nella disposizione degli ambienti rilevabile dalla pianta.

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