Le Scalinate dell'Arte
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PREMESSA

Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!


CONTENUTI IN EVIDENZA

La prima pensilina venendo da sud è ispirata al ”Salvator Mundi” di Antonello da Messina, la straordinaria tavola dipinta dal pittore rinascimentale intorno alla prima metà del 1470, oggi custodita alla National Gallery di Londra. Cogliendo i tratti saliente dell’immagine, quali il gesto scorciato della mano e gli occhi del Cristo, Stellario Di Blasi inserisce la figura dentro un background insieme geometrico e naturale, dove il tema peculiare pare proprio questo intreccio vorticoso e tra l’immagine di Gesù i fiori e i rami della natura, in una sorta di “benedizione rivisitata” che molto ha a che fare coi temi attualissimi dell’ambiente e di sempre più incalzanti sensibilità ecologiche. L’operazione è ripresa dall’artista anche per l’Annunciata di Palazzo Abatellis, 1476, immagine emblema dell’arte di Antonello e della Sicilia tutta. Anche per questa immagine Di Blasi inventa una composizione densa di relazioni con il significato religioso della figura, la natura e l’ambiente circostante.

La Porta della Bozzetta traeva il nome dall’omonimo borgo sorto al di fuori delle mura della città, ad ovest della chiesa di S.Francesco e dal torrente il cui corso era intercettato dalla cinta murata che, dal Bastione S.Andrea chiudeva la città fino al Forte dell’Andria. Il Gallo definisce le colline dalle quali scende il torrente “delli scirpi, volgarmente Scoppo dell’Acqua”

L’opera compare nella monografia “Ex Camera. Fotografie di Giulio Conti (1965 – 2005), prezioso contributo la cui pubblica presentazione venne incorniciata da una suggestiva mostra al Teatro Vittorio Emanuele II nel novembre del 2006.  Fotomontaggio realizzato con la computer grafica, l’immagine è una prova preziosa della acutezza della visione concettuale ed estetica di Conti.

Realizzata nel 1460 circa, l’opera è oggi conservata al Museo di Bucarest. La tavola appartiene al periodo giovanile e ha una doppia matrice stilistica. La parte inferiore con Maria e Giovanni riprende iconograficamente i Calvari fiamminghi, mentre il paesaggio con la città di Messina è derivato dalle novità prospettiche della pittura italiana continentale. La veduta del porto con la caratteristica falce è tra i documenti più accurati della forma urbana del XV secolo.

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