L'avventura dell'OSPE

Title: 
L'avventura dell'OSPE
Testo Ridotto: 

Nel clima di ricostruzione postbellica della città, l’OSPE si configura come centro privilegiato per la vita culturale messinese, riunendo intorno a sé la galleria d’arte “Il Fondaco” e la parodistica “Accademia della Scocca”, e ponendosi in collaborazione con altri cenacoli e istituzioni, dall’Università alle riviste e alle librerie, come quella dell’editore Giacomo D’Anna. A dar vita all’avventura dell’OSPE è Antonio Saitta, dopo aver lasciato la storica libreria Ferrara, in cui era entrato come commesso a quattordici anni, sostenuto nella nuova impresa da Pugliatti e Vann’Antò. 

Testo Medio: 

Nel clima di ricostruzione postbellica della città, l’OSPE si configura come centro privilegiato per la vita culturale messinese, riunendo intorno a sé la galleria d’arte “Il Fondaco” e la parodistica “Accademia della Scocca”, e ponendosi in collaborazione con altri cenacoli e istituzioni, dall’Università alle riviste e alle librerie, come quella dell’editore Giacomo D’Anna. A dar vita all’avventura dell’OSPE è Antonio Saitta, dopo aver lasciato la storica libreria Ferrara, in cui era entrato come commesso a quattordici anni, sostenuto nella nuova impresa da Pugliatti e Vann’Antò. Nata inizialmente come piccola agenzia di stampa, in via Nicola Fabrizi, fondata nel secondo dopoguerra da Giuseppe Sardo, l’OSPE compie il salto di qualità con l’ingresso di Saitta, divenendo sede di una libreria che, nel novembre del 1949, trova sede al numero 100 della via Tommaso Cannizzaro. Durante l’intero arco degli anni cinquanta, come ricorda Giuseppe Miligi, è prevalente l’interesse del gruppo per le arti visive, di cui le mostre del Fondaco rappresentano solo un aspetto, insieme agli eventi, ai premi e alle altre iniziative che si connettono a questo specifico milieu. Per quanto minoritaria, l’attività letteraria, che ha in Vann’Antò il suo principale ispiratore, ha tra i principali meriti quello di consentire la valorizzazione della poesia dialettale, di cui sia Vann’Antò che Saitta sono cultori. Celebrando la memoria del poeta ragusano, tra le successive iniziative dell’OSPE va annoverato l’importante Premio Nazionale di Poesia “Vann’Antò”, che, dal 1961 al 1990, come ai tempi della brigata quasimodiana di “Vento a Tindari”, riporta Messina all’attenzione della cronaca letteraria italiana. Guardando i nomi dei giurati che si sono succeduti nelle venticinque edizioni del premio, ma anche quelli dei premiati, si scopre così una genealogia di messinesi illustri, che comprende, tra gli altri, Pugliatti, Quasimodo, Longo, Cattafi, Genovese, insieme ai protagonisti della storia letteraria del nostro paese, da Bo, Caproni, Luzi, a Debenedetti, Rebora, Mariani, Ramat, Scheiwiller, Vigorelli e molti altri. 

Testo Esteso: 

Nel clima di ricostruzione postbellica della città, l’OSPE si configura come centro privilegiato per la vita culturale messinese, riunendo intorno a sé la galleria d’arte “Il Fondaco” e la parodistica “Accademia della Scocca”, e ponendosi in collaborazione con altri cenacoli e istituzioni, dall’Università alle riviste e alle librerie, come quella dell’editore Giacomo D’Anna. A dar vita all’avventura dell’OSPE è Antonio Saitta, dopo aver lasciato la storica libreria Ferrara, in cui era entrato come commesso a quattordici anni, sostenuto nella nuova impresa da Pugliatti e Vann’Antò. Nata inizialmente come piccola agenzia di stampa, in via Nicola Fabrizi, fondata nel secondo dopoguerra da Giuseppe Sardo, l’OSPE compie il salto di qualità con l’ingresso di Saitta, divenendo sede di una libreria che, nel novembre del 1949, trova sede al numero 100 della via Tommaso Cannizzaro. Durante l’intero arco degli anni cinquanta, come ricorda Giuseppe Miligi, è prevalente l’interesse del gruppo per le arti visive, di cui le mostre del Fondaco rappresentano solo un aspetto, insieme agli eventi, ai premi e alle altre iniziative che si connettono a questo specifico milieu. Per quanto minoritaria, l’attività letteraria, che ha in Vann’Antò il suo principale ispiratore, ha tra i principali meriti quello di consentire la valorizzazione della poesia dialettale, di cui sia Vann’Antò che Saitta sono cultori. Celebrando la memoria del poeta ragusano, tra le successive iniziative dell’OSPE va annoverato l’importante Premio Nazionale di Poesia “Vann’Antò”, che, dal 1961 al 1990, come ai tempi della brigata quasimodiana di “Vento a Tindari”, riporta Messina all’attenzione della cronaca letteraria italiana. Guardando i nomi dei giurati che si sono succeduti nelle venticinque edizioni del premio, ma anche quelli dei premiati, si scopre così una genealogia di messinesi illustri, che comprende, tra gli altri, Pugliatti, Quasimodo, Longo, Cattafi, Genovese, insieme ai protagonisti della storia letteraria del nostro paese, da Bo, Caproni, Luzi, a Debenedetti, Rebora, Mariani, Ramat, Scheiwiller, Vigorelli e molti altri. 

Data e Luogo Opera: 
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L'OSPE di Messina

Credits: 
Per una storia dell'OSPE: nel centenario della nascita di Salvatore Pugliatti 1903 - 2003; Messina, Teatro Vittorio Emanuele, 20 dicembre 2003 - 20 gennaio 2004, a cura di P. Serboli (Edas, Messina 2003)
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