Street Art a Messina

Un viaggio tra gli interventi artistici, anarchici, abusivi e autorizzati per le strade della città di Messina.

Distrart_Valeria Cariglia in arte "Sin Metro": “Rifrazione”, 2015

Fin dall’epoca più remote le acque dello Stretto sono state celebri per il loro magico fascino: sirene, gorghi e un tempo “magici” fenomeni ottici hanno accresciuto la fama di questo paesaggio incredibile. In questa pensilina, con il suo stile sintetico quanto poetico ed efficace, Valeria Cariglia rappresenta, geometricamente e concettualmente, la rifrazione tra le due sponde del mare siculo – calabrese.

Distrart_Valeria Cariglia in arte "Sin Metro": “Mediterraneo”, da una poesia di Maria Costa, 2015.

“So che piangi lacrime amare/piangono i bordi e le pietre della strada/ per il tuo funerale senza gloria/Mediterraneo non disperare/se vuole l’uomo ti può salvare”. Questa la traduzione dei bellissimi versi di Maria Costa interpretati nel linguaggio semplice, mite e poeticamente infantile di Valeria Cariglia/Sin Metro.

Distrart_Daniele “Tofi” Morganti: La convivenza religiosa in Sicilia nell’anno 1000, 2015.

Tra il XI e il XII secolo la Sicilia fu al centro di una straordinaria fioritura economica sociale e culturale, grazie al lungimirante e tollerante governo dei Normanni che seppero unire arabi, ebrei, cristiani latini e greci in un unico fiorente e pacifico regno. Le due pensiline di Tofi, direzione Nord, raccontano con piglio originale e una grafica accattivante i personaggi e simboli di quell’epoca lontana.

Distrart_Daniele “Tofi” Morganti: I volti di Antonello, 2015

Per la fermata “Ringo” Daniele Morganti realizza un piccolo tributo ad Antonello da Messina, il maestro rinascimentale di cui sono custodite due opere nel vicino Museo Regionale. Con mano quasi caricaturale Morganti interpreta “l’Annunciata” (1476)di Palazzo Abatellis, un po’ bruttina e baffuta, e un ancor più gonfio “Ritratto d’uomo” (1475-76), la cui traduzione “street art” riesce a trasformarlo in un simpatico giovanotto contemporaneo dagli occhi antonellianamente grandi e vivaci

Distrart_Eugenio Vanfiori: Orione e Sirio in Giostra, 2015

Lo storico Diodoro Siculo narra che il gigante Orione sia stato il costruttore della città di Messina e del tempio che, a Capo Peloro, egli aveva egli aveva dedicato al a Nettuno, il dio dei mari. Riprendendo l’iconografia del Montorsoli per il personaggio di Orione nella fontana di Piazza Duomo, Vanfiori immortala il mitologico personaggio in un ironico giro in giostra in compagna del fedele cane Sirio e di un bambino obeso, grottesca metafora della condizione umana nella nostra epoca. Da notare la toccante dedica di Vanfiori al “popolo di Provinciale”.

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