PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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“Il trittico partecipa con maturità al clima post concettuale che continua e rifunzionalizzare, sulla scorta di una tradizione che risale ai protagonisti del dada internazionale, scarti industriali a fini artistici e, nello specifico, a rendere metaforicamente il simbolo del patibolo in uno alla illusione della rinascita” con queste motivazioni l’opera vince il Premio Arte Contemporanea 2009 indetto dalla Provincia Regionale di Messina. Fanno parte della giuria: Teresa Pugliatti, Caterina di Giacomo, Bruno Samperi e Giuseppe Filistad. Creazione paradigmatica per la comprensione della poetica di Linda Schipani, l’opera è stata presentata nel 2008 alla Candid Trust Galleries di Londra e al Museo Doria Pamphilj di Valmontoe.
Il sito ospitò nel 1222 un gruppo di frati Minori cui fu offerto un terreno sul torrente Boccetta, fuori della mura cittadine. Per qualche tempo ospitò anche S. Antonio da Padova, giunto fortunosamente a Messina durante un viaggio verso il Marocco. Nel 1254 i nobili messinesi finanziarono la costruzione del tempio secondo un disegno siculo – normanno, di cui le tre abside, immortalate da Antonello nella Pietà del Museo Correr (1476), sono tra gli elementi originali riutilizzati dall’architetto Valenti nella ricostruzione (1929) post sisma.
L’isolato 453 del Piano regolatore di Messina è occupato da un fabbricato realizzato su progetto dell’architetto Filippo Rovigo. Il progetto è redatto per la famiglia Ballo nel 1955 e prevede la realizzazione di un fabbricato da destinare a civile abitazione. Pur se l’originaria destinazione d’uso era residenziale per un periodo il manufatto ospitò gli uffici della Soprintendenza di Messina. La struttura è in cemento armato e la composizione del manufatto sottende alle ampie possibilità di accesso al lotto
per realizzare differenti ingressi al fabbricato, ciascuno dotato di proprie caratteristiche.
Si tratta di un edificio in linea il cui corpo scala è evidenziato dall’impiego di vetro sostenuto da esili infissi in metallo. La struttura del fabbricato è in cemento armato e già dalla configurazione degli innesti pilastro-mensola della pensilina di ingresso manifesta quel linguaggio intriso di volontà di sperimentazione che troviamo impiegato anche in altri esempi coevi. Il volume del fabbricato insiste in un’area di superficie circa doppia rispetto a quella occupata dal suo attacco a terra che si caratterizza per una rotazione nella disposizione degli ambienti rilevabile dalla pianta.





