PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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La foto appartiene alla serie Tocco d’artista, progetto sul modo dell’arte messinese. Lo scatto ritrae il pittore Bruno Samperi seduto su un divano all’ingresso di uno studio di cui vediamo sia l’interno, con lo scorcio dell’ambiente di lavoro, sia l’esterno sia sul piano di quello sia sembrerebbe un vecchio palazzo. L’immagine nella sua interezza, riesca a rendere, grazie all’ambientazione e alla naturalezza del soggetto, il carattere complesso e peculiare dell’uomo e della sua creatività.
L’idea di Fiumara d’arte nasce nel 1982 quando Antonio Presti, già collezionista, decide di dedicare una scultura al padre deceduto da poco. Presti, però non immagina a un mero fatto privato e pensa di donare l’opera alla collettività collocandola sul gretto dell’antico torrente Halesa. Il progetto muta ben presto e Presti decide ampliarne la portata finanziando un intero parco di sculture da collocare nell’incantevole territorio del torrente prosciugato.
Realizzata dallo scultore Giuseppe Buceti nel 1758, la scultura fu solennemente inaugurata alla presenza del Clero, del Senato e delle numerose Confraternite cittadine, come omaggio al culto dell’Immacolata. Sulla base quadrata si innalzano quattro potenti volute scandite da cornici contenenti iscrizioni votive. Ai vertici del tronco di piramide quattro puttini reggono in mano fiori di bronzo. Sopra di essi quattro piccole volute sostengono il globo decorato da segni dello zodiaco, e da un serpente che insidia il tallone della figura avvolta in un esuberante panneggio barocco.
Già dal primo numero, Giada si presenta come un esperimento fumettistico vivace e coinvolgente. L’idea di partenza è inaugurare il catalogo dell’Arcadia con una miniserie horror, composta da 12 numeri fruibili singolarmente ma, come afferma lo stesso sceneggiatore, resi aderenti tra loro da elementi di continuità compositivi di una epopea narrativa coerente. L’esperimento riesce e il primo numero, mescolando sapientemente tre tocchi artistici differenti, consegna al pubblico e ai futuri addetti ai lavori un esordio dall’approccio realistico le cui potenzialità si prestano comunque ad essere oggetto di diversificate sintesi.





