PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Anche l’isolato 432 fa parte di una porzione di territorio sulla quale insiste esclusivamente architettura preterremoto, anche se in questo caso sono state demolite diverse porzioni per cui l’isolato in questione si manifesta con una serie di mancanze conservando solo una sparuta sopravvivenza precedente al terremoto del 1908.
La casa baraccata costituisce un esempio di cellula edilizia che ha il suo antefatto nella casa “pombalina”, voluta dal marchese di Pombal dopo il disastroso terremoto settecentesco di Lisbona. La caratteristica di queste cellule edilizie risiede nel fatto che la funzione portante viene assolta sia dalla muratura ma anche da un intreccio di pilastri e travi con i quali la muratura collabora. La massima diffusione di questo sistema strutturale in legno/muratura, fortemente caldeggiato dei Borboni, si ebbe in Calabria, colpita in modo più grave dal terremoto del 1783, ma alcuni esempi si conservano anche a Messina.
La via fu chiamata così in onore di Bernardino Cardines, duca di Maqueda, vicerè di Sicilia dal 1596 al 1602. In passato costituiva una dei più importanti assi viari della città. Realizzato agli inizi del XVII secolo, nell’ambito del generale riassetto urbanistico moderno, misurava circa 650 metri, con un’ampiezza di dieci metri. Dopo il terremoto, il primo segmento della strada, che un tempo giungeva fino all’attuale Via Nicola Fabrizi, rimase tale, mentre il secondo venne ribattezzato Via Cesare Battisti.
L’opera realizzata nel 1475, come iscritto dallo stesso pittore nel cartiglio in basso a sinistra, incrocia l’iconografia fiamminga della Crocifissione con le vedute paesaggistiche tipiche di Venezia, città nella quale si trovava Antonello in quell’anno. Tuttavia, il paesaggio descritto da Antonello sembrerebbe proprio quello dello Stretto di Messina visto dalle alture di Camaro con in alto a destra la fortezza medievale di Matagrifone.





