PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Prende il nome dal luogo dove, secondo la tradizione, dimorò il papa messinese Leone II (682 – 683). Nei pressi di questa via si trovava l’antica fonte di Pozzoleone, celebre per la purezza della sue acque.
Una chiesa dedicata a San Giuseppe era stata eretta non lontano da qui nel 1488, per volontà dalla confraternita dei Falegnami. Ricca di opere d'arte, fu in parte risparmiata dal terremoto ma successivamente fu espropriata. I confratelli decisero di erigerla in questo luogo, inaugurandola nel 1938. La chiesa conserva al suo interno un gruppo scultoreo con "San Giuseppe e il Bambino", in legno, probabilmente opera di Letterio Buceti, successivamente rivestito da una lamina d'argento. Nel 1950 la chiesa è stata decorata da apparati in stucco che ne hanno alterato il disegno originario.
Su onde gigantesche persiane e finestre si aprono su un delicato mondo domestico. La città del terremoto vive dentro il mare. L’utopia estetica di questa opera sembra rispondere con voce serena al grande “Pannello Polimaterico” realizzato nel 1960 da Felice Canonico nel Palazzo Palano, proprio di fronte alle fermata decorata dall’artista catanese.
Ricostruito dopo il terremoto del 1908, il santuario è legato all’apparizione della Madonna in difesa dei messinesi durante il corso della guerra del Vespro. La chiesa, distrutta dal terremoto del 1908, fu ricostruita in forme neogotiche dall’ing. Paolo Anzella nel 1911, e abbellita da due campanili laterali alti 25 metri, nei quali furono inserite 27 campane. All’interno, tra le poche opere sopravvissute, vi è la manta d’argento della Madonna di Montalto che copre un’antica icona bizantina giunta al Santuario nel 1300 in circostante miracolose. .





