pittura

Pittura

Kuma: Birrificio Messina, 2015

Lo street artist messinese Kuma ha decorato l’ingresso al capannone del Birrificio Messina nell’estate del 2015. Foglie di malto, un boccale di birra e l’immancabile onda rappresentano il nuovo corso degli ex operai della Birra Messina, messisi in proprio per creare un nuova birra artigianale locale capace di rinsaldare l’antico legale tra la comunità messinese e questa bevanda.

Il Giardino degli Aquiloni - Panchine d'artista alla Fiera di Messina

Nell’ambito delle manifestazioni proposte dall’Ordine degli Architetti con l’evento Archinotte, il 12 luglio 2013 un gruppo di artisti si è dato appuntamento alla Fiera di Messina per decorare e abbellire un gruppo di panchine, quale simbolo della riappropriazione di un luogo centrale all’interno della storia cittadina e ancora oggi non riscattato. Il “Giardino degli Aquiloni” è un progetto ideato e curato dall’architetto Teresa Cammara.

Salvatore Castagna:Paesaggio urbano, 1956.

Il profilo di Salvatore Castagna assume valore centrale nella storia dell’arte cittadina.  Primo direttore della scuola d’arte a Messina, frequentatore assiduo del circolo dell’Ospe, Castagna è considerato tra le figure più interessanti del panorama siciliano. Al pari degli artisti italiani settentrionali a lui coevi, come Giò Ponti e Fausto Melotti, Castagna è stato un conoscitore delle tecniche della tradizione italiana, ricondotta a un’efficace dimensione moderna. Pittore, grafico, modellatore, esperto delle moderne tecniche tessili, partito da quel clima tra astrattismo e figurazione che contraddistinse l’arte dell’Isola negli anni ’50, Castagna approderà a un suo personale linguaggio, eclettico e mai univoco, vicino all’arte di Paul Klee. 

Tano Santoro: Senza titolo, 2009.

Nell’ultima produzione di Santoro la figurazione subisce un’ulteriore deframmentazione per mezzo del segno, finendo per scomparire quasi del tutto all’interno una trama fittissima di pennellate. La vertigine grafica scompone la superficie pittorica in un universo analitico di tocchi totalmente non arbitrari. Cioè che a un primo sguardo sembrerebbe una costruzione libera e improvvisata, in realtà sottende una “griglia” di segni i cui numerosi angoli perpendicolari scandiscono ritmicamente l’opera secondo una verticalità che alleggerisce il segno gradatamente verso l’alto. 

Antonio Freiles: Architecture, 2009.

Architecture fa parte del nucleo di opere esposte alla mostra della Galleria Morone di Milano, nel maggio del 2009. L’opera, un quadrato 100 x 100 d’olio su tela, appartiene agli esiti più recenti dell’estetica di Freiles. Spazio, colore e luce, variamente interpretati dalla sua ricca bibliografia critica, offrono qui lo spunto per una riflessione a tutto tondo sull’arte di questo pittore.

Pages