PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Il bastione di S.Vincenzo deve il suo nome ad una chiesa dedicata al santo che sorgeva nelle vicinanze e fu realizzato nel corso della riorganizzazione della cinta fortificata della città voluta da Carlo V ed interrompeva la cortina muraria che dal colle dell'Andria raggiungeva il Forte Real Basso. Il bastione era prossimo alla porta Reale che dava accesso al tracciato viario che scavalcava le colline poste alle spalle della città e che conduceva a Palermo.
Di origine medievale, la metafisica e imponente Torre del Faro è inserita in una cinta muraria datata tra il XVI e il XVII secolo. Sappiamo dal Maurolico che nel 1546 la torre funzionava da lanterna, mentre nel 1749 ospitava 24 piloti che avevano il compito di far entrare in porto i bastimenti. Un tempo la torre era bagnata dal mare, ora distante un centinaio di metri. Modificata dagli inglesi agli inizi dell’Ottocento, oggi la torre fa parte del Parco Letterario Horcynus Orca.
L’Onda di Piccini è un’onda fantastica, di quelle che i surfisti siciliani sognano la notte, o a Ferragosto sul mare immobile e pigro, quando incredibili albe arrossano il Tirreno giocando con le gobbe e le curve delle Isole Eolie, perle di questo mare. Alla Stazione di Messina il pittore scuote il giorno del viaggiatore con un’immagine carica di energia naturale, di voglia di cambiare e scuotere il ritmo meccanico della metropoli con i riferimenti archetipici e psicologici di un paesaggio pieno di forze silenziose struggenti.
Realizzato nel 1938 dallo scultore Ovidio Sutera (1914 – 1980), il monumento funebre ricorda l’uccisione di Francesco Salvini, tenente e geometra del Genio Civile, trucidato nel sonno nei cantieri della società Gondrand, in Africa Orientale. Carico di un estenuato verismo sociale, caro al regime fascista, l’impegnativo rilievo è stato realizzato avendo come modello un pugile, allo scopo di dare “una solida impostazione alle figure” e aumentarne la muscolare monumentalità.





