PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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La Porta del Pertugio si apriva nella cortina muraria nell’attuale via Roccaguelfonia, in prossimità del fabbricato all’estremità nord-est di Fondo Basicò. Da questa porta era possibile accedere alla viabilità che connetteva la città con la viabilità ad ovest.
Il paesaggio è uno dei principali temi dell’opera di Vanadia. Sia la campagna dell’amata Tortorici sia i palazzi dirupati di Messina appartengono al repertorio dei suoi soggetti prediletti. Questo olio, conservato nel palazzo comunale di Tortorici, testimonia efficacemente il percorso che l’insegnante matematico aveva intrapreso al termine degli anni ’50 del ‘900. Sintesi geometrica del dato oggettivo, modulazione cromatica su tre tinte (ocra, blu, nero) e matericità dell’impasto pittorico costituiscono gli elementi definitivi di una poetica che presto giungerà all’astratto.
Inaugurato il 24 novembre del 2000, alla presenza del Capo dello Stato, il monumento è un ritratto di Gaetano Martino (Messina, 1900 - Roma, 1967), scienziato e statista messinese. L’autore, Gualberto Rocchi, è specializzato in ritratti a destinazione pubblica di personaggi del mondo della cultura e della politica.
Al centro del grande triangolo, d’impianto classicista come tutto l’edificio, una figura femminile con diadema, tridente e scettro rappresenta Messina, Regina del Peloro. Il busto frontale e ieratico che emerge dalle acque impersonifica la potenza della città tra le due sponde dello Stretto, rappresentate dalle sirene Scilla e Cariddi, muscolari e sinuose creature. Immagine debitrice sia dell’iconografia marina inventata dal Montorsoli nelle sue bellissime fontane cittadine sia dai delfini della monetazione greca, il frontone è modernamente diviso in tre parti in funzione statico architettonica e, probabilmente, simbolica, a difesa di futuri sconvolgimenti tellurici.





