PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Girato in parte a Messina, Mare matto è un film di produzione italo-francese del 1963, diretto da Renato Castellani, con Gina Lollobrigida, Jean-Paul Belmondo, Lamberto Maggiorani, Tomas Milian, fotografia di Toni Secchi, sceneggiatura di Castellani, Piero Bernardi, Leo Benvenuti, musiche di Carlo Rustichelli e Nino Rota. Al centro della storia, la vita dura della gente di mare, umile e coraggiosa, ma anche allegra e scanzonata. In origine gli episodi erano oltre la decina; Castellani voleva farne un film libero, svincolato dalle convenzioni, ma al montaggio il produttore Cristaldi lo fece drasticamente tagliare.
Gli isolati 494, 495, 505b, 506 del Piano Regolatore di Messina configurano, con la loro forma circolare, la Piazza Castronovo che costituisce l’estremità nord della Via Garibaldi. L’intervento, disegnato dal Piano Borzì fin dal 1911, rimase inattuato fino al dopoguerra quando la città aveva raggiunto una saturazione tale da richiedere l’urbanizzazione di questa area. L’intervento fu realizzato nel 1952 per conto dell’Istituto Autonomo Case Popolari con la consulenza dell’architetto Filippo Rovigo.
L’ex cinema Odeon ricade in parte dell’isolato 124 del PR di Messina ed è l’unica opera progettata dall’architetto R. Günter del quale però non si hanno notizie più precise, anche se dal suo operato è possibile desumere alcune caratteristiche del linguaggio espressivo utilizzato tipico degli anni ‘50. Il fabbricato è realizzato in cemento armato e dal lato nord si addossa ad altri comparti dell’isolato mentre le tre facciate libere sono trattate in modo differente. La facciata, posta lungo il viale S. Martino sulla quale è posto l’ingresso, evidenzia un grande volume sulla destra che emerge rispetto al volume dell’edificio e che espone un grande pannello verticale a mosaico di tesserine di ceramica colorate che compongono un disegno opera dell’artista Felice Canonico.
Prende il nome da Umberto II di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele III, succedette al padre quando questi, nell’estremo tentativo di salvare la monarchia, abdicò in suo favore. Dopo la vittoria della Repubblica al referendum sulla forma costituzionale, fu costretto all’esilio. Un tempo arteria panoramica, la via oggi è purtroppo offuscata dall’irregolare espansione edilizia.





