PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Continuano le avventure di Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, alle prese con una tortuosa vita sentimentale e soprattutto con un nuovo caso criminale, ovvero il ritrovamento del cadavere di un giovane attore nei sotterranei del teatro del Bardo dell’Avon. Il romanzo, pubblicato nel 2015 da Longanesi, aggiunge un nuovo capitolo all’intrigante saga in “giallo” creata dalla messinese Alessia Gazzola, traghettata dal romanzo alla fiction televisiva.
Il bronzo venne realizzato dallo scultore messinese Antonio Bonfiglio nel 1963 per la piazza dove ancora oggi si trova. Il "poverello d'assisi" è raffigurato a piedi nudi, vestito del saio, mentre con l'ampio gesto abbraccia i passanti del Viale Boccetta.
Nell’ambito delle manifestazioni proposte dall’Ordine degli Architetti con l’evento Archinotte, il 12 luglio 2013 un gruppo di artisti si è dato appuntamento alla Fiera di Messina per decorare e abbellire un gruppo di panchine, quale simbolo della riappropriazione di un luogo centrale all’interno della storia cittadina e ancora oggi non riscattato. Il “Giardino degli Aquiloni” è un progetto ideato e curato dall’architetto Teresa Cammara.
L’opera appartiene al periodo della maturità del pittore messinese. Il dato naturale, il paesaggio quindi, è qui la partenza per sperimentare una composizione complessa quanto dinamica ed efficace. Compartita in due grandi zone, la Palude trasuda l’atmosfera stagnante e mefitica degli specchi d’acqua imputriditi su cui le canne sembrano legni carbonizzati. La parte superiore del dipinto, invece, risponde alla fitta trama della palude con la larga superfice pallida del cielo, su cui appare sbiadito un sole allucinato dai reverberi concentrici.





