PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Di origine medievale, la metafisica e imponente Torre del Faro è inserita in una cinta muraria datata tra il XVI e il XVII secolo. Sappiamo dal Maurolico che nel 1546 la torre funzionava da lanterna, mentre nel 1749 ospitava 24 piloti che avevano il compito di far entrare in porto i bastimenti. Un tempo la torre era bagnata dal mare, ora distante un centinaio di metri. Modificata dagli inglesi agli inizi dell’Ottocento, oggi la torre fa parte del Parco Letterario Horcynus Orca.
Gli isolati 494, 495, 505b, 506 del Piano Regolatore di Messina configurano, con la loro forma circolare, la Piazza Castronovo che costituisce l’estremità nord della Via Garibaldi. L’intervento, disegnato dal Piano Borzì fin dal 1911, rimase inattuato fino al dopoguerra quando la città aveva raggiunto una saturazione tale da richiedere l’urbanizzazione di questa area. L’intervento fu realizzato nel 1952 per conto dell’Istituto Autonomo Case Popolari con la consulenza dell’architetto Filippo Rovigo.
L’isolato 305 del piano regolatore di Messina è occupato da diversi comparti che sono stati saturati nel primo periodo della ricostruzione. Il terzo comparto dell’isolato 305 fu realizzato su progetto dell’ingegnere Pietro Inerdonato il quale adottò un linguaggio già adottato nei comparti vicini.
Situata sul lungomare del borgo marinaro di Ganzirri, la torre a pianta circolare, di probabile epoca medievale è costituita, da due ambienti sovrapposti cui è stato aggiunta una posticcia merlatura. L’edificio appare con il nome di “Torre Ganzirri Grande” nella campagna di ricognizione delle fortificazione effettuata dai militari austriaci tra il 1821 e il 1823. In stato d’abbandono, oggi l’edificio è stato privato del suo storico rapporto col paesaggio dalla selvaggia espansione edilizia.





