PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Per la fermata “Ringo” Daniele Morganti realizza un piccolo tributo ad Antonello da Messina, il maestro rinascimentale di cui sono custodite due opere nel vicino Museo Regionale. Con mano quasi caricaturale Morganti interpreta “l’Annunciata” (1476)di Palazzo Abatellis, un po’ bruttina e baffuta, e un ancor più gonfio “Ritratto d’uomo” (1475-76), la cui traduzione “street art” riesce a trasformarlo in un simpatico giovanotto contemporaneo dagli occhi antonellianamente grandi e vivaci
La prima pensilina venendo da sud è ispirata al ”Salvator Mundi” di Antonello da Messina, la straordinaria tavola dipinta dal pittore rinascimentale intorno alla prima metà del 1470, oggi custodita alla National Gallery di Londra. Cogliendo i tratti saliente dell’immagine, quali il gesto scorciato della mano e gli occhi del Cristo, Stellario Di Blasi inserisce la figura dentro un background insieme geometrico e naturale, dove il tema peculiare pare proprio questo intreccio vorticoso e tra l’immagine di Gesù i fiori e i rami della natura, in una sorta di “benedizione rivisitata” che molto ha a che fare coi temi attualissimi dell’ambiente e di sempre più incalzanti sensibilità ecologiche. L’operazione è ripresa dall’artista anche per l’Annunciata di Palazzo Abatellis, 1476, immagine emblema dell’arte di Antonello e della Sicilia tutta. Anche per questa immagine Di Blasi inventa una composizione densa di relazioni con il significato religioso della figura, la natura e l’ambiente circostante.
Anche l’isolato 432 fa parte di una porzione di territorio sulla quale insiste esclusivamente architettura preterremoto, anche se in questo caso sono state demolite diverse porzioni per cui l’isolato in questione si manifesta con una serie di mancanze conservando solo una sparuta sopravvivenza precedente al terremoto del 1908.
La Porta della Bozzetta traeva il nome dall’omonimo borgo sorto al di fuori delle mura della città, ad ovest della chiesa di S.Francesco e dal torrente il cui corso era intercettato dalla cinta murata che, dal Bastione S.Andrea chiudeva la città fino al Forte dell’Andria. Il Gallo definisce le colline dalle quali scende il torrente “delli scirpi, volgarmente Scoppo dell’Acqua”





