PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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La cinta normanna che circondava la città può essere desunta da alcune incisioni che ritraggono la città subito dopo gli interventi voluti da Carlo V che ne ampliò il perimetro. In particolare dall’incisione di MatthausMerian il vecchio si rilevano diversi allineamenti dai quali se ne può intuire l’andamento. Purtroppo la gran parte di queste mura è stata demolita per trarne materiali da costruzione, oltre che aree appetibili, così come parte venne inglobata nelle nuove mura realizzate a partire dal 1537.
Il cosiddetto Palazzo di Marmo occupa l’intero isolato 329 del PR di Messina e fu progettato in una prima versione dall’ingegnere Vincenzo Vinci con forme inclini all’eclettismo neorinascimentale. La costruzione dell’edificio attuale avvenne a partire dal 1931 per iniziativa dalla Società Peloritana Edilizia (SPE) mentre la costruzione dell’edificio fu curata dalla Società Peloritana Anonima Costruzioni Edilizie (P.A.C.E.) con la direzione tecnica dell’ingegnere Carlo Riccardo Lo Surdo che ne curò anche i calcoli di stabilità ed il progetto amministrativo. Tuttavia la paternità del progetto dell’edificio è da sempre stata attribuita all’architetto Camillo Puglisi Allegra sulla scorta della menzione che questi ne fa in un proprio curriculum
trovato dopo la sua morte.
Nel IV comparto dell'isolato 319 è localizzata la cosiddetta Casa Cerruti, dal nome della famiglia committente. L'edificio venne costruito tra il 1920 ed il 1922 dalla Società Imprese Edilizie Meridionali, aveva un'altezza di poco più di dieci metri e constava del piano botteghe adibito a commerciale e del piano nobile destinato alla residenza, oltre al locale cantinato di servizio. La struttura dell’edificio è in cemento armato con travi e pilastri ed impiega il sistema brevettato da Monier e ceduto alla ditta tedesca Wayss e Freytag.





