PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
CONTENUTI IN EVIDENZA
L’oratorio pre terremoto fu costruito nel 1640 da Giovanni Antonio Ponzello, forse su disegno di Simone Gullì. In passato l’edificio ha ospitato pregevoli opere d’arte di Mario Minniti, Vincenzo Aniemolo e Mariano Riccio. Parte dell’esuberante decorazione architettonica e dei dipinti superstiti sono oggi custoditi al Museo Regionale. L’edificio, ricostruito nel 1932, custodisce una pala con la Vergine del Rosario (1489), nonché le “varette”, simulacri con scene della Passione potarti in processione il venerdì santo dalla Confraternita del "S.S. Crocifisso Il Ritrovato".
La storia del Palazzo Reale di Messina, oggi non più esistente, può essere ricostruita riferendosi soltanto alle vedute del porto che nel corso dei secoli ne testimoniano l’aspetto. La sua fondazione risale ad epoca normanna per opera di Ruggero II. Il mercante arabo andaluso IbnGiubairche naufragò nella “spiaggia del mare” nel 1184, durante il regno di Guglielmo II, lo descrive “bianco come una colomba che domina la spiaggia del mare e dà albergo a tanti paggi ed ancelle addetti al servizio del re…”dando testimonianza del gran numero di dipendenti che affollavano la corte e quindi, indirettamente, della mole dell’edificio che la ospitava. Dalle sue parole si desume anche che il castello costruito all’estremità est della città si affacciava sul porto ma anche, a causa della linea di costa non ancora avanzata come accade oggi, era esposto anche sul versante del mar Ionio a sud dove probabilmente si arenò la nave di IbnGiubair, sotto gli occhi di Re Guglielmo affacciato al Palazzo Reale.
Sirene siciliane. L’anima esiliata in «Lighea» di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con prefazione di Vincenzo Consolo, è uscito per la prima volta per Sellerio nel 1986 ed è stato ripubblicato nel 2011 per i tipi della casa editrice Moretti & Vitali di Bergamo. Si tratta di uno studio junghiano condotto da Basilio Reale sul racconto Lighea di Tomasi di Lampedusa e, segnando l’esordio del poeta orlandino nella scrittura saggistica, si offre come studio sull’anima dei siciliani e come indagine sui processi mitopoietici della letteratura.
Questa parabola narrativa risulta avvincente dal punto di vista compositivo rendendo la storia, nonostante la drammaticità intrinseca degli eventi narrati, scorrevole ed appassionante. Questo gioco, che parte dell’Havana e termina con l’ipotetica ricostruzione delle circostanze in cui avvenne la morte del Che, evidenzia oltre al vissuto di medico, teorico, guerrigliero e rivoluzionario, anche il volto umano della carismatica figura di Guevara.





