PREMESSA
Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!
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Il santuario di S. Antonio da Padova sorge in quello che prima del terremoto era un poverissimo quartiere Avignone dove Sant’Annibale di Francia nel 1878 iniziò la sua opera di assistenza ai poveri. Il santuario, che è stato elevato a Basilica Pontificia minore da Benedetto XVI, fu progettato dall’ingegnere Letterio Savoja e dall’ingegnere Gaetano Bonanno e risulta essere la prima chiesa in muratura edificata dopo il terremoto del 1908.
Inaugurata nel maggio del 1998, la Galleria ha sede nei locali dell’ex falegnameria della Provincia Regionale di Messina. I cinquecento metri quadri di esposizione raccolgono opere dei maggiori artisti italiani del Novecento: Fontana, Boetti, Bonalumi, Pomodoro, Rotella, Casorati, Mafai, e di alcuni noti artisti internazionali, quali Liberman e Hodgkin. Presente nell’esposizione anche alcuni capolavori degli artisti messinesi: Mazzullo, Migneco, Freiles, Samperi, che ben rappresentano la peculiarità e il vigore del linguaggio artistico locale.
FabLab Messina è una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale grazie all'utilizzo di stampanti 3d, tecnologie Open Source e del web. Il personale composto da giovani e qualificati artisti costituisce l’avanguardia tecnologica dell’universo dei makers locali.
L'isolato 273 è l'edificio di testata che segna la biforcazione del Viale S.Martino e della via Garibaldi, in cui il I, II e III comparto hanno conservato l'architettura che vi insisteva prima del terremoto del 1908. Il prospetto lungo il viale S.Martino è quello in cui si legge meglio il ritmo compositivo del fabbricato che risulta scandito da sette campate e speculare secondo l'asse dell'ingresso. Questo è leggermente aggettante da filo della facciata, evidenziata ulteriormente dall'impiego di bugne in pietra di Siracusa e garantendo, con questo artifizio, una gerarchia alla facciata.





