Lorenzo Cassarà

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Nato a Frazzanò (Me) vive e lavoro in Sicilia. Si occupa di reportage sociali  attraverso progetti volti alla rappresentazione di un’identità culturale, sia in situazioni ed eventi di cui è attento osservatore (Gold Grain, Retroscena, Palio dell’Assunta), sia in performances lui stesso condotte e organizzate (Cura et valeas, Brolo, 2009).  Ha partecipato alla Biennale d’Arte Contemporanea “Città di Roma” (2000), ha ricevuto un Honorable Mention all’international Photography Awards di Los Angeles (2002), ha realizzato installazioni e collettive in Sicilia e in Italia (Roma, Museo Montemartini, 2010), Progetto Risonanze e Metamorfosi, Lycèe Chautaubriand (Roma, 2011), ha tenuto personali a Palermo (Galleria XXS, 2010) e  Capo d’Orlando (Pinacoteca Tono Zancanaro, 2011), nel 2010 è stato finalista per il Talent Prize e per il premio Repubblica.it. Nell’ottobre del 2015 con “Cura ut valeas”[1], una gigantografia con una foto dall’alto del forte di San Salvatore di Messina, allestisce la pensilina del tram della fermata “Boccetta” per il progetto Distrart.

 


[1] (Locuzione latina che significa fai in modo di star bene)