Le Scalinate dell'Arte
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PREMESSA

Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!


CONTENUTI IN EVIDENZA

Prende il nome dall’antica e ricchissima chiesa di S. Gregorio, distrutta, insieme all’annesso monastero, dal terremoto del 1908. Eretta forse per volere da Papa Gregorio Magno, la chiesa fu ricostruita da Andrea Calamech nel 1543 sull’area dell’ospedale di S. Michele Arcangelo. Il magnifico edificio aperto al culto nel 1688, era impreziosita di opere d’arte, tra cui il polittico omonimo di Antonello, apparati decorativi scultorei e architettonici.

Il monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale fu realizzato dallo scultore Giovanni Nicolini nel 1936 sulla allora neonata, Piazza Municipio di Messina. Il monumento raffigura su un alto podio tre sculture in bronzo: avanti, a capo scoperto, un fante, con ai lati un aviere e un marinaio.  Ai lati della stele sono presenti due basso rilievi con cavalieri e fanti al seguito di vittorie alate. Il monumento, danneggiato dalle bombe alleate durante la seconda guerra mondiale, nel 1950 è stato arricchito di una lapide che ricorda le vittime dell’ultimo conflitto.  

Il cinema sonoro nasce a Messina. Si deve a Giovanni Rappazzo, classe 1893, l’invenzione che ha rivoluzionato la cinematografia mondiale, la scoperta che ha aperto la via ai capolavori della storia del mezzo filmico. L’idea della "pellicola a impressione contemporanea di immagine e suoni" viene al giovane Rappazzo proprio nella città dello Stretto, dove, sulle macerie del terribile sisma del 1908, nasce quattro anni dopo l’Eden Cinema Concerto, a fianco del viale San Martino, fra i baraccamenti del quartiere Lombardo: qui, nella cabina di proiezione, lavora Luigi, il fratello di Giovanni, e, qui, iniziano le sperimentazioni del geniale messinese. 
Occorrerà tuttavia aspettare il 1921, e il trasferimento di Rappazzo a Genova perché il brevetto della sua invenzione venga depositato, senza che la paternità dell’invenzione venga mai riconosciuta al legittimo autore. La sua brillante scoperta, da cui sarebbe nato il cinema sonoro, non trovò mai, infatti, i finanziamenti necessari e, per mancanza di fondi, il brevetto finì per scadere e l’invenzione venne perfezionata e sfruttata dagli americani, che di fatto se ne appropriarono. 
Rappazzo continuò a proporre la sua invenzione, chiamata Elettrocinefono, sia in Italia che all’estero, suscitando anche l’interesse della stampa e degli addetti ai lavori, non riuscendo però a rinnovare i brevetti. Fu costretto così ad abbandonare il grande sogno di far nascere un’industria cinematografica tutta italiana, cosa che invece avvenne negli Stai Uniti, con i Warner e i Fox, seguiti da tutte le altre case cinematografiche hollywoodiane che svilupparono un’industria destinata ad essere la prima nel mondo.
 

In Viale Principe Umberto, sulla muratura del castello di Roccaguelfonia, posta accanto alla torre ottagonale edificata da Federico, trova posto una nicchia caratterizzata da una mensola lievemente aggettante dal filo della muratura dalla quale si riparte un profilo modanato che individua il perimetro della nicchia.  Tale nicchia è dotata di un catino e, all’interno di questa, trova posto una statua della Madonna Addolorata. La composizione risale agli anni ‘30 e fu realizzata dallo scultore Tore Calabrò. I materiali che la compongono sono stucchi a base cementizia.

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