Le Scalinate dell'Arte
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PREMESSA

Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!


CONTENUTI IN EVIDENZA

Il secondo comparto dell’isolato 339 del Piano Regolatore di Messina fu occupato dall’edificio progettato nel 1919 dall’ingegnere Antonio Zanca che nel corso della sua attività di progettista del palazzo municipale messinese sviluppò anche questo progetto. La realizzazione del fabbricato fu affidata all’Impresa Cardillo, un’impresa molto attiva nella ricostruzione della città di Messina ed in particolare nel restauro e nel recupero di beni architettonici.

L’edicola dedicata a San Giovanni decollato è localizzata in un palazzo sito in Via Ghibellina (is.282). L’autore di questa edicola è Vincenzo Arcoraci, un allievo di quel Cascella che realizzò il mosaico presente all’interno della Stazione marittima. Questa edicola è caratterizzata da una superficie scanalata conclusa a lunetta che costituisce il fondo di una composizione a tempietto con timpano triangolare sorretto da due colonnine poggianti su una mensola modanata, retta da due volute.  Il timpano triangolare è sovrastato dalla figura di un angelo in altorilievo, mentre la struttura di fondo è conclusa da una croce scolpita, retta da due volute a motivi fitomorfi.

L’opera, un pastello su carta, appare riprodotta sul numero uno della rivista Sicania del 1906. Nello stesso numero è presente un articolo commemorativo dell’artista scomparso qualche anno prima.  Il dolore oltre a dimostrare il grande livello raggiunto da Inzoli nel campo della grafica è anche una testimonianza della sua cultura aggiornata alle novità del divisionismo conosciute nei suoi soggiorni nella capitale. 

Gli isolati I e II furono edificati a partire dal 1937. Il progetto è opera di Giuseppe Samonà e Guido Viola che collaborarono insieme anche ad altri interventi. (Cardullo F., 1999). Il primo dei due isolati asseconda la curva della via V. Emanuele risultando vagamente trapezoidale mentre il secondo dei due isolati ha uno sviluppo lineare. La loro configurazione formale è affidata ad un ordine gigante che incornicia con elementi in pietra il passaggio coperto tra i due edifici che, in qualche modo, ricorda una delle porte della vecchia palazzata distrutta dal terremoto.

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