Le Scalinate dell'Arte
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PREMESSA

Il nostro obiettivo è quello di condurre il visitatore alla scoperta delle diverse espressioni dell’arte contemporanea Messinese. Infatti, questo portale web permette al visitatore di accedere ad informazioni, immagini video ed audio, riguardanti l’offerta turistico-culturale sull’arte contemporanea della città. Inoltre, esso ambisce a divenire un incubatore d'arte contemporanea, per mezzo del quale sarà possibile associare ad ogni luogo, identificato da un grande valore nel campo storico, artistico e culturale, una particolare enfasi, rendendolo unico e carico di pathos. Cosa aspetti? Buona navigazione alla scoperta dell' arte contemporanea Messinese!


CONTENUTI IN EVIDENZA

Una lapide sulla scalinata del Monastero di Montevergini e posta dalla Società Operaia messinese ricorda che in questa contrada, un tempo ricca di chiese e cenobi, nacque nel 1430 Antonio di Giovanni de Antonio, detto Antonello, tra i maggiori pittori del primo Rinascimento italiano.

Al centro del romanzo di Eliana Camaioni L’amoretiepido, pubblicato per le edizioni Pungitopo nel 2014, c’è la complessa vita relazionale di cinque protagonisti in crisi, raccontata alternando la voce narrante in prima persona, quella di Rosa, alla voce del narratore onnisciente che descrive in parallelo le vicende degli altri personaggi, moltiplicando le facce del reale e regalando tridimensionalità e poliedricità alla storia, ispirata ai «pasticci sessual-sentimentali» dei trentacinque-quarantenni di oggi.

Realizzato nel 1938 dallo scultore Ovidio Sutera (1914 – 1980), il monumento funebre ricorda l’uccisione di Francesco Salvini, tenente e geometra del Genio Civile, trucidato nel sonno nei cantieri della società Gondrand, in Africa Orientale. Carico di un estenuato verismo sociale, caro al regime fascista, l’impegnativo rilievo è stato realizzato avendo come modello un pugile, allo scopo di dare “una solida impostazione alle figure” e aumentarne la muscolare monumentalità.

Su onde gigantesche persiane e finestre si aprono su un delicato mondo domestico. La città del terremoto vive dentro il mare. L’utopia estetica di questa opera sembra rispondere con voce serena al grande “Pannello Polimaterico” realizzato nel 1960 da Felice Canonico nel Palazzo Palano, proprio di fronte alle fermata decorata dall’artista catanese.

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